Making life choices… / Fare scelte di vita…

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We make choices every day about different things (i.e. what we wear, what we eat, what we buy etc.), it is part of life. However, have you noticed how challenging it becomes when we are having to make choices about our health and breaking patterns that hold us back in life?

The main challenge we face with these choices is that they touch us deeply, they rock the foundations of our being and make us feel vulnerable. But is this a bad thing? And what is the alternative?

When we are faced with these challenges, we are already feeling unhappy, uneasy, frustrated, perhaps angry with the world and ourselves (if we care to admit this…). Our foundations are already rocky, isn’t this the reason we are feeling this way?

So, what is the real reason for not owning these feelings, and delving deep within ourselves to find a solution that is in line with who we really are and what we want to be in life?

A common response is “fear”:

  • The fear of the unknown.
  • The fear of not liking what we see within us.
  • The fear of not having answers.
  • The fear of not being capable of more.
  • The fear of not being good enough.
  • The fear of not being worth it.
  • The fear of disappointing others.

And the list goes on…

Identifying the fear is key.

Once we identify the cause, we are then able to make a choice and take responsibility for our actions.

For some, it may be to move forward, face the fear and turn their life around. Whilst for others the fear is so crippling, that they choose to stay in their discomfort.

Behind every choice, there is always the question: “What do I gain from staying in this situation?”.

The answer is always personal and unique to the person at any given time and as such needs to be respected. Just like life, it is fluid – this means it may change dependant on time, more information being available, the environment and support the person may have throughout their lifespan.

What I find particularly interesting is the actual catalyst for change as this often comes about following a sudden event that changes somewhat the trajectory of one’s planned life. However, this is not always the case as sometimes we are awoken by a question someone asks us or that we find asking ourselves.

The catalyst for me was a sudden, unexpected major health change back in April 2013, that over the course of 1 year changed the trajectory of my life completely.

After the first 6 months in which I had been extremely positive and confident I was able to manage myself, I came to realise that some of the effects were going to be life long and that meant that my whole life would have to change.

I got stuck for a while in that vicious circle of anger, frustration, longing life to return to “normal”, sadness when realising that I was stuck with a body that was not functioning and I lost my purpose.

What helped me move forward, was taking time out and really looking inside myself, realising that this vicious circle I was in and that was spiralling out of control was not ME and it was definitively not in line with my values. The main value clash was being wholly responsible for my destiny as I had always been – a self-reliant, independent and purpose-driven person from a young age.

I set out to look at life from a different perspective… I changed the language I used towards myself and my limitations, I reconnected with the body and mind paradigm, I used kindness and compassion towards myself (just like I use these towards others), I nurtured myself, I allowed myself to really feel my emotions and learn from them and let go of what was holding me back.

By looking at life from a different perspective I was able to start seeing new opportunities open up in front of me and I regained a new purpose in life, one that connected to ME as a whole person and in line with my strong values and ethics.

Was it easy? No, it was not. The road was bumpy, but I knew deep down that the only way to move forward was to rise to the challenge.

Was it worth it? YES!!!

I still have my “old” and some “new” health challenges but I can manage these and when things get tough or I hit a bump in the road, I know I can manage because I have done it before. I take ownership of ME and how I react to challenging situations!

That is where my journey began… and what has brought me here today.

Remember… We can’t control everything that may happen to us… However, I believe that we all have the ability to change the course of events by our response and that this is a choice we make on a daily basis.

What choices are you making today?

© Vanessa Vajana

Ogni giorno facciamo delle scelte su cose diverse (ad esempio: cosa indossiamo, cosa mangiamo, cosa compriamo ecc.), fa parte della vita. Tuttavia, hai notato quanto diventa difficile quando dobbiamo fare delle scelte sulla nostra salute e rompere quei sistemi che ci tengono indietro nella vita?

La sfida principale che affrontiamo con queste scelte è che ci toccano profondamente, scuotono le basi del nostro essere e ci fanno sentire vulnerabili. Ma è una brutta cosa? E qual’è l’alternativa?

Quando ci troviamo di fronte a queste sfide, ci sentiamo già infelici, a disagio, frustrati, forse arrabbiati con il mondo e noi stessi (se vogliamo veramente ammetterlo…). Le nostre basi sono già state scosse, non è questa la ragione per cui ci sentiamo in questo modo?

Quindi, qual’è la vera ragione per non prendere in mano questi sentimenti ed andare in profondità di noi stessi per trovare una soluzione che sia in linea con chi siamo veramente e cosa vogliamo essere nella vita?

Una risposta comune è la “paura”:

  • La paura dell’ignoto.
  • La paura di non apprezzare ciò che vediamo in noi.
  • La paura di non avere risposte.
  • La paura di non potere fare di più.
  • La paura di non essere abbastanza bravo.
  • La paura di non valerne la pena.
  • La paura di deludere gli altri.

E la lista continua…

Identificare la paura è la chiave.

Una volta identificata la causa, siamo quindi in grado di fare una scelta e assumerci la responsabilità delle nostre azioni.

Per alcuni, questo potrebbe essere andare avanti, affrontare la paura e cambiare la propria vita. Mentre per altri la paura è così paralizzante, che scelgono di rimanere nel loro disagio.

Dietro ogni scelta, c’è sempre le domanda: “Cosa posso guadagnare rimanendo in questa situazione?”.

La risposta è sempre personale e unica per la persona in qualsiasi momento e in quanto tale deve essere rispettata. Proprio come la vita, è fluida, ciò significa che può cambiare in base al tempo, alla disponibilità di maggiori informazioni, all’ambiente e al supporto che la persona può avere durante la sua vita.

Quello che trovo particolarmente interessante è il vero catalizzatore del cambiamento, poiché spesso ciò accade a seguito di un evento improvviso che cambia in qualche modo la traiettoria della vita pianificata. Tuttavia, questo non è sempre il caso perché a volte siamo svegliati da una domanda che qualcuno ci pone o che ci troviamo a proporci.

Il catalizzatore per me è stato un improvviso, inaspettato grande cambiamento di salute nell’Aprile 2013, che nel corso di 1 anno ha cambiato completamente la traiettoria della mia vita.

Dopo i primi 6 mesi in cui ero stata estremamente positiva e sicura di essere in grado di gestirmi da sola, mi sono resa conto che alcuni degli effetti sarebbero durati tutta la vita e ciò significava che avrei dovuto cambiare la mia vita.

Mi sono bloccata per un pò in quel circolo vizioso di rabbia, frustrazione, bramavo che la mia vita tornasse “normale”, tristezza quando mi sono resa conto che ero bloccata con un corpo che non funzionava e perdendo il mio scopo (di vita).

Ciò che mi ha aiutato ad andare avanti, è stato prendermi del tempo e guardare davvero dentro di me, rendendomi conto che questo circolo vizioso in cui mi trovavo e che mi stava sfuggendo di mano non era IO e non era definitivamente in linea con i miei valori. Lo scontro con il mio valore principale era quello di essere totalmente responsabile del mio destino come lo ero sempre stata in passato – una persona autosufficiente, indipendente e motivata fin dalla giovane età.

Così decisi di iniziare a guardare la vita da una prospettiva diversa… Cambiando il linguaggio che usavo verso me stessa e verso i miei limiti, ricollegandomi al paradigma del corpo e della mente, usando la gentilezza e la compassione verso me stessa (proprio come li uso verso gli altri), mi sono preso cura di me stessa, mi sono permessa di provare davvero le mie emozioni, ho imparato da esse e lasciato andare ciò che mi stava tenendo indietro.

Guardando la vita da una prospettiva diversa sono stata in grado di iniziare a vedere nuove opportunità aprirsi di fronte a me e ho riconquistato un nuovo scopo di vita, uno che si collegava a ME come persona intera e in linea con i miei forti valori ed etica personale.

È stato facile? No non lo è stato. La strada era grezza, ma sapevo in fondo che l’unico modo per andare avanti era cogliere la sfida.

Ne è valsa la pena? SÌ!!!

Ho ancora le mie “vecchie” e alcune “nuove” sfide di salute, ma riesco a gestirle e quando le cose si fanno difficili o mi trovo davanti una strada grezza, so che posso farcela perché l’ho già fatto in passato. Prendo possesso di ME stessa e di come reagisco a situazioni difficili!

È qui che è iniziato il mio viaggio… e ciò che mi ha portato qui oggi.

Ricorda… Non possiamo controllare tutto ciò che può accaderci… Tuttavia, credo che tutti noi abbiamo la possibilità di cambiare il corso degli eventi in base alla nostra risposta e che questa è una scelta che facciamo quotidianamente.

Quali scelte hai fatto oggi?

© Vanessa Vajana

2 comments

  1. Really I don’t know my fear, maybe my children’s future. For the rest I think I am spontaneous, but many people think I am fragile, but I am a bit strong🙃

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